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La battaglia di Firenze

Guerra e Liberazione a Firenze

V. Venturi, Monumento ai caduti, Piazza Tasso, Firenze

A Firenze la liberazione si festeggia l’11 agosto,quando ebbe inizio la Battaglia di Firenze: le truppe alleate erano entrate in città, ma sui tetti i franchi tiratori continuavano a sparare, fino al 31 agosto, quando le truppe tedesche ripiegarono oltre Careggi. Intorno a questa data si concentrano alcuni eventi destinati a cambiare la storia della città come la rovina dei ponti storici sull’Arno, la strage di Piazza Tasso e la morte di Aligi Barducci “Potente”.

La strage di Piazza Tasso.

Il 17 luglio 1944 alle 8 di sera un camion irrompeva in Piazza Tasso, carico di militari e agenti in borghese. Le retate in luoghi abitualmente utilizzati dai gappisti per darsi convegno si collocano in concomitanza con l’arresto e la morte di Bruno Fanciullacci, nell’ambito di una più dura repressione. Le persone presenti sulla piazza temendo un rastrellamento si diedero alla fuga, provocando l’immediata reazione dei fascisti che iniziarono a sparare anche su vecchi e bambini: persero la vita quattro persone tra cui il piccolo Ivo Poli, di quattro anni, raggiunto da un proiettile alla schiena sulla soglia di casa.

Aligi Barducci, “Potente”.

Aligi Barducci era nato a Firenze nel 1913, dopo il servizio di leva in Somalia venne chiamato alle armi nel 1940, allo scoppio della guerra. Il 3 ottobre 1943, dopo essere tornato a casa inizia a tessere contatti con le organizzazioni antifasciste di Firenze e, raggiunto Monte Morello, assume il nome di battaglia “Potente”, guidando numerose azioni di guerra tra il Mugello e Pratomagno. Il 6 luglio 1944 si forma la divisione d’assalto Garibaldi “Arno”, che riuniva tutte le forze partigiane e Barducci ottiene il comando: i partigiani dovevano convergere su Firenze e contribuire all’insurrezione popolare.
A Villa Cora, sede del comando alleato, durante la liberazione e la battaglia di Firenze, le delicate trattative sul ruolo dei partigiani furono in parte nelle sue mani. La sera del 7 agosto, mentre era in corso l’azione di rastrellamento contro i franchi tiratori nazifascisti in Oltrarno, in Piazza S. Spirito, una granata nemica si abbatté tra la folla ferendo mortalmente con una scheggia “Potente”, consegnando la sua figura alla leggenda.

I ponti sull’Arno.

Nel pomeriggio del 29 luglio 1944 venne affissa su tutti i muri un’ordinanza del comando germanico che ordinava di sgombrare una vasta zona lungo l’Arno, su entrambe le sponde, in previsione di attacchi ai ponti. Si calcola che il provvedimento coinvolgesse circa 150.000 persone: lo sfollamento avvenne in condizioni tragiche, con carretti a mano e materassi in spalla. Palazzo Pitti si riempì all’inverosimile. La città era priva di acqua, di luce e di mezzi di trasporto. Nonostante ripetuti appelli a considerare Firenze città aperta, come era stato fatto per Roma, la notte fra 3 e 4 agosto furono fatti saltare i ponti. Si salvò il Ponte Vecchio, dove furono minati i quartieri medievali sui lungarni e intorno al ponte.

Per saperne di più: una ricca bibliografia su Guerra e Liberazione curata dalle biblioteche fiorentine e il sito della mostra Firenze in guerra (2015). Alcuni di questi eventi sono raccontati nel bel documentario Firenze 17 Luglio ’44 di Daniele Lamuraglia.

 


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