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Firenze e il turismo al tempo del COVID-19

Sappiamo tutti come le nostre vite siano cambiate radicalmente dal febbraio 2020 con la diffusione del Covid-19. Questo post si limita a raccontare come questo si sia riflesso sul turismo a Firenze. 

Alcuni dati sul turismo a Firenze

Per iniziare serve ricordare che Firenze, per il suo patrimonio artistico e per la ricchezza del territorio che la circonda, è una delle mete turistiche preferite al mondo. Non ci sono dati univoci sulle presenze, che è obiettivamente difficile calcolare. Come infatti contare chi arriva per un giornata in treno o auto? Dati certi sono il numero dei pernottamenti in hotel che è stato del 2019 più di 15 milioni. Aggiungendo i visitatori che arrivano solo per la giornata senza pernottare, si stima che il totale dei visitatori a Firenze nel 2019 sia stato circa 24 milioni, questo su una popolazione di 375000 abitanti. 

E’ un argomento complesso, ma è indubbio che la città soffrisse per un numero così ingente di visitatori, che si concentrano prevalentemente nei mesi marzo/ottobre. Si parlava a ragione di overtourism.

Il turismo dopo il Covid

Chiaramente la situazione è radicalmente cambiata dal marzo 2020. Con la chiusura completa di tutte le attività e la quarantena il turismo è scomparso come neve al sole. Ricordiamo tutti la timida ripresa della scorsa estate dovuta soprattutto alla presenza degli italiani che invece di scegliere mete lontane si erano indirizzati verso quelle nazionali. Il 2021 segna un cambiamento di passo perché caratterizzato non solo dal turismo interno, ma soprattutto dal ritorno dei turisti stranieri.

Nulla è come prima certo, a Firenze infatti la parte del leone l’hanno sempre fatta i turisti statunitensi, orientali, russi, sudamericani, che ancora non possono o non hanno ripreso a viaggiare. Nelle statistiche deltotale dei visitatori solo dopo venivano gli europei. Nell’estate del 2021 invece si registrano soprattutto arrivi dai paesi europei e, altro elemento di novità, non in aereo, ma in automobile. Mancano ancora i dati ufficiali, ma si stimano presenze fra i 4 e i 5 milioni. 

La città appare nuovamente animata, ci sono turisti nei musei, nelle chiese, dove sono addirittura riapparse le code, e i ristoranti non lamentano più la mancanza di avventori.

Ecco dunque che anche noi guide siamo tornate al lavoro, seppure con ritmi ben più rallentati rispetto al passato.

Concludendo possiamo di sicuro affermare Firenze in questo periodo offre il meglio di se stessa. La città nonostante la ripresa del turismo non è ancora affollata, permette di godere al meglio dei suoi tesori e della sua unica bellezza. Le visite guidate della città e dei maggiori musei possono essere un’esperienza irripetibile grazie al poco affollamento. E per illustrare il senso di speranza che il viaggiare, il visitare città, musei contiene vi proponiamo l’immagine dell’opera d’arte che dal 22 marzo spicca sulla facciata di Palazzo Strozzi.

La ferita di JR a Palazzo Strozzi

Si tratta di un grande collage fotografico chiamato “La Ferita” realizzato dall’artista francese JR. (https://www.jr-art.net/about)

La facciata di Palazzo Strozzi, con la sua solidissima muratura si fa simbolo delle chiusure imposte dal Covid. Il collage, è intitolato La Ferita proprio per indicare quale ferita, quale profondo colpo sia stato arrecato alla cultura, e nello specifico ai musei, alle gallerie d’arte ai teatri, alle biblioteche, ai cinema, alle sale da concerto con l’obbligata chiusura o la riduzione degli accessi. Vi ricordiamo che nell’inverno del 2020-2021 i musei in Italia sono stati chiusi per settantasette giorni consecutivi, mai così tanti dalla Seconda Guerra Mondiale. Ecco dunque JR proporci con il suo collage uno sguardo all’interno di quello che rimaneva allora chiuso. Con la sua arte egli riesce a creare l’illusione che, nello squarcio apertosi nella facciata, riusciamo a vedere il cortile di Palazzo Strozzi. Poi ci invita ad entrare in un’immaginaria sala di museo dove sono raccolte tre fra le più famose opere d’arte del Rinascimento: l’Allegoria della Primavera, La Nascita di Venere di Botticelli e il Ratto delle Sabine di Giambologna. Infine con lo sguardo ci fa penetrare nella sala della biblioteca dell’Istituto di Studi del Rinascimento. L’immagine della Ferita si conclude con alcuni scalini che sembrano condurci fuori dalla pietrosa facciata. 

Ora la città, i musei sono aperti, possiamo nonostante tutto entrare nei luoghi che ci erano preclusi. Vi invitiamo dunque a goderne anche ricordando come sognavamo di farlo nei lunghi mesi di obbligati restringimenti.

Caterina Barcucci

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