Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “Facebook Pixel [noscript]” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.

Le collezioni Guggenheim a Palazzo Strozzi

Da Kandinsky a Pollock

La mostra delle collezioni Guggenheim a Palazzo Strozzi

Fino al 24 luglio a Firenze sarà visitabile a Palazzo Strozzi la mostra “Da Kandinsky a Pollock. La grande Arte dei Guggenheim”. Non si tratta di una mostra, come spesso succede, in cui i nomi di grandi artisti fanno da traino, il tema è avulso dal contesto e senza costrutto. Questa esposizione, benché i nomi siano estranei alla città e abbiano operato lontani dalla “culla del Rinascimento”, nasce da un episodio importante per la città: la mostra delle opere della collezione di Peggy Guggenheim proprio nelle sale della Strozzina nel 1949. Si tratta dunque di un ritorno e forse di un risarcimento.

L’occasione è imperdibile: nelle sale rinascimentali di palazzo Strozzi sono state riunite ben 118 opere che hanno segnato l’arte del XX secolo. Si susseguono opere che vanno dagli anni Venti agli anni Sessanta, e che appartengono alle collezioni di Peggy e Solomon Guggenheim: la mostra offre un’eccellente occasione di vedere non solo opere di grande valore e di forte impatto visivo, ma anche di conoscere la storia di queste due collezioni che si formano parallelamente, e talvolta in competizione e contrapposizione sulle due sponde dell’oceano.

 

Solomon Guggenheim dagli anni Trenta a New York inizia a collezionare opere di arte non oggettiva, con l’intento di promuovere l’arte e di educare il pubblico, guidato da Hilla Rebay, che cura molte acquisizioni importanti e che con articoli e saggi cerca di promuovere la conoscenza della pittura moderna. Dopo il 1949, anno della morte di Solomon, la collezione continua a crescere e grazie agli eredi e sarà esposta nell’edificio, voluto dal fondatore stesso, progettato da Wright, esso stesso un’opera d’arte.

 

Peggy Guggenheim dalla bohème al collezionismo

Peggy era una delle rampolle di quella ricchissima famiglia. Suo padre era Benjamin Guggenheim, fratello di Solomon. Benjamin aveva quasi dilapidato la sua parte del patrimonio di famiglia ed era morto da gentiluomo ed eroe sul Titanic, lasciando il suo posto nella scialuppa alle donne. Negli anni Venti Peggy si trasferisce in Europa e, frequentando l’ambiente dell’avanguardia parigina, conosce Man Ray, Constantin Brancusi e Marcel Duchamp. Inizia allora la sua particolarissima avventura nel mondo dell’arte.
Pur non avendo cospicui mezzi a disposizione, inizia a collezionare dagli anni Trenta opere di artisti surrealisti e apre una prima galleria a Londra, dove viene organizzata la prima mostra di Kandinsky in Inghilterra. Allo scoppio della guerra decide di acquistare “un’opera al giorno”in un’eterogenea collezione fra cui spiccano Tanguy, Masson, Picasso, Giacometti.

Costretta a ritornare negli Stati Uniti, Peggy Guggenheim porta in salvo con sé le opere raccolte in quel periodo. Con lei riesce allora a scappare alla furia della guerra anche Max Ernst, che divenne suo marito. Tutto il cammino di Peggy sarà un intreccio di passioni amorose, matrimoni, sodalizi artistici e clamorose rotture.  Con una definizione calzante di lei è stato scritto che é stata una divoratrice di uomini d’arte!

Negli Stati Uniti scopre fra gli altri artisti Jackson Pollock e lo appoggia concretamente: in mostra sono esposte ben diciotto sue opere. Pollock è l’artista della svolta verso un’arte americana con caratteristiche proprie e non più legata all’Europa: da qui prendono le mosse Morris Luis, Sam Francis, Robert Motherwell fino a Mark Rothko.

Alla fine della guerra Peggy torna in Europa e si stabilisce, con la sua collezione, a Palazzo Venier a Venezia, interessandosi anche del dibattito artistico italiano e internazionale, grazie alla Biennale.

Questo spiega la presenza in mostra di opere collezionate da Peggy o dai suoi amici: Burri, Fontana, Vedova, Consagra e Parmeggiani, con un deciso contributo nel diffondere l’arte non figurativa e gestuale già osteggiata durante il periodo di isolamento del ventennio fascista.

Le ragioni di una visita

La lungimiranza di questi due collezionisti così diversi, eppure entrambi generosamente dediti a un’arte che ancor oggi suscita discussioni, sono perfettamente percepibili procedendo nelle sale della mostra.

Non fu lungimirante la città di Firenze nel 1949: la mostra della collezione di Peggy Guggenheim fu ignorata nel migliore dei casi, se non fortemente osteggiata e criticata.

Oggi Palazzo Strozzi offre ad un’arte che ormai non è più giovane, né ormai avanguardia, la possibilità di occupare anche a Firenze il posto che le spetta nella cultura del XX secolo.

Vi proponiamo una visita guidata alla mostra “Da Kandinsky a Pollock. La grande Arte dei Guggenheim”, per rivelarvi il carattere e la storia delle diversissime opere esposte. Un viaggio nel XX secolo!

Orario mostre

Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì 10.00-23.00


«

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience. Privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.