“Rothko a Firenze” la mostra a Palazzo Strozzi
Palazzo Strozzi apre le sue sale alle grandi tele di Mark Rothko. E nel Museo di San Marco e nella Biblioteca Laurenziana ci sono inoltre due sezioni speciali.
Sembrerebbe inutile dedicare una mostra a Mark Rothko dopo quella che, appena 2 anni, fa si è tenuta a Parigi. Ciò nonostante serio e fondante è motivo per questa mostra – l’arte di Rothko ha una profonda connessione con Firenze.
Visitare la mostra di Palazzo Strozzi vuol dire non solo ammirare la sua arte. È entrare nel mondo di Mark Rothko. È scoprire le radici profonde che hanno nutrito la sua vena creativa nel corso di tutta la carriera. Questo è infatti il filo che i curatori della mostra: il figlio Christopher Rothko, Elena Geuna ci propongono.
Rothko a Firenze
Rothko ha visitato Firenze tre volte, nel 1950, nel 1959 e poi nel 1966. Le impressioni, i pensieri, l’ispirazione che trasse da queste esperienze si rivelano nelle opere esposte. Infatti non si trattò di un incontro casuale. Mark Rothko venne a Firenze alla ricerca di qualcosa che conosceva grazie alle sue letture. A Firenze trovò conferme, ma non solo. Come si può vedere visitando non solo Palazzo Strozzi, ma anche la Biblioteca Laurenziana e il Museo di San Marco, Rothko strinse un profondo rapporto intellettuale e artistico con Beato Angelico e con Michelangelo.
La carriera artistica
Visitando le sale di Palazzo Strozzi si possono percorrere tutti i periodi della sua carriera artistica. Scoprire quello che molti non conoscono: la prima fase figurativa. Poi quella di artista surrealista. Non sono state fasi passeggere o insignificanti. Nei primi venti anni della sua quarantennale carriera Rothko è stato un pittore che molti non si aspettano e che vi invitiamo a conoscere. Le opere esposte ci rivelano un’inaspettata coerenza nonostante l’apparente cambiamento nel suo stile. E le visite alla nostra città furono la conferma della sua ispirazione e la possibilità di formulare ancora più chiaramente la sua visione artistica.
Entrare nei colori e nelle forme
Dunque nelle sale di Palazzo Strozzi seguiamo le tappe delle carriera artistica di Mark Rothko. Dal periodo figurativo, alla breve, ma cruciale fase dei Multiforms, per poi arrivare alle grandi tele, ai colori, a quei Color Fields, che lo distinguono fra tutti. Sono tele che si impongono, che ci parlano, che non possono lasciare indifferenti. Possiamo davvero entrare nei suoi colori e nelle sue forme.
Visitare la mostra vuol dire non solo farsi conquistare dalla sua pittura, ma anche entrare nel mondo di un artista che ci chiamava ad un dialogo e che continua a chiamarci ad un confronto. Infatti Rothko ci invita ad un rapporto non solo estetico, ma soprattutto emotivo e intellettuale. Il guardare le sue tele non può che essere un’esperienza individuale, tuttavia il conoscere il senso, i motivi, le idee, le sfide che Rothko ci lancia è qualcosa che possiamo fare insieme.
Così visitando le sale della mostra cercheremo di dare voce al grande artista e illustrare quello che sta dietro le scelte estremamente ponderate che lo portano alla scelta delle forme e dei colori delle sue monumentali tele.
A San Marco e nella Biblioteca Laurenziana
Oltre a questo non dimentichiamo che il titolo della mostra è Rothko a Firenze! Come già accennato ci sono ancora due sezioni speciali della mostra – una nelle celle del Museo di San Marco, l’altra nel Vestibolo della Biblioteca Laurenziana.
Come non sottolineare che questa è oltretutto un’occasione per visitare due luoghi speciali di Firenze.
Primo San Marco – fu un’esperienza che lasciò nella mente e nell’animo di Rothko una profonda e lunga impressione. Nelle celle del dormitorio dove accanto agli affreschi di Beato Angelico, sono esposte 5 tele, ne abbiamo l’evidenza. Dal confronto fra i colori di Beato Angelico e quelli di Mark Rothko possiamo trarre un’emozione profonda.
Secondo, ma non meno importante è il Vestibolo della Biblioteca Laurenziana. Entrando nello spazio concepito da Michelangelo, vedendo esposte due tele di Rothko, si fa evidente che l’arte non conosce confini temporali. Il dialogo fra i due artisti è fittissimo e la loro voce suona con chiarezza. Benché Michelangelo parli con la pietra e Rothko con la forma e il colore, il loro vocabolario è condiviso. Sono opere che ci invitano a partecipare ai loro pensieri e alle loro riflessioni. Dunque – Rothko a Firenze!
La visita della mostra “Rothko a Firenze”
Fino al 23 agosto, tutti i giorni della settimana, il giovedì con orario prolungato fino alle 23 vi invitiamo a seguirci nelle sale di Palazzo Strozzi per visitare la mostra Rothko a Firenze. Un’occasione non solo per vedere le opere di Rothko, ma per condividere i suoi pensieri e le sue idee. E se voleste continuare la visita entrando insieme nello spazio intimo delle celle di San Marco, come in quello austero della Biblioteca Laurenziana, siamo pronti ad accompagnarvi e dare voce al colore e alla forma.