Settembre 1504: il David in piazza Signoria

Il settembre del 1504 fu un mese memorabile. Il gigantesco David di Michelangelo fu inaugurato in piazza Signoria. Michelangelo Buonarroti, aveva iniziato a scolpire il grande blocco 16 agosto del 1501 e, dopo due anni e mezzo di lavoro, aveva terminato il suo capolavoro – il David. Come sempre a Firenze non si era trattato solo di una commissione artistica, ma di un affare che aveva coinvolto la città tutta. Il progetto ha una storia lunga che non ripercorreremo qui, limitandoci a ricordare che il David assunse da subito una valenza politica di simbolo civico. Quanto fosse importante quest’opera lo testimonia anche il fatto che al termine del lavoro di Michelangelo fu convocata una commissione per decidere dove collocare la gigantesca statua. Vi parteciparono ben ventotto fra le più eminenti personalità e i più riconosciuti maestri. Fra loro i più famosi sono Andrea della Robbia, il Perugino, Leonardo da Vinci, Antonio e Giuliano da Sangallo e Sandro Botticelli.  Fra tutte le opinioni prevalse quella dell’ottuagenario Francesco Filarete, che si dilettava di architettura e che aveva sempre ricoperto incarichi nel governo della Repubblica Fiorentina. Il David doveva essere esposto sull’Arengario, cioè di fronte alla facciata di Palazzo Signoria. Presa la decisione, il 14 maggio del 1501 si iniziò il trasporto del David dalla bottega di Michelangelo, che oggi non esiste più, e che si trovava presso l’Opera del Duomo dietro l’abside di Santa Maria del Fiore. Per trasportare il David che pesa quasi sei tonnellate ed è alto ben 5 metri e 17 centimetri fu necessario costruire una speciale struttura lignea. A margine aggiungo che dopo le esatte misurazioni effettuate nel 2000, il David è risultato alto più di un metro di quella che era data come l’altezza della scultura, cioè di 4 metri e 10 centimetri, e che spesso continua ad essere riportata.

Il trasporto del David

L’incarico del trasporto fu affidato ad Antonio Sangallo, esperto architetto militare. A proposito il Vasari scrive:” …fecero un castello di legname fortissimo e quella figura coi canapi sospesero a quello, acciò che, scotendosi, non si troncasse, anzi venisse crollandosi sempre, e con le travi per terra piane, con argani la tironno e la misero in opra…” (Vasari Le Vite 1550, vol secondo, pag 887, Einaudi,1986). Non è rimasta alcuna immagine di questo castello ligneo, ma aiuta ad immaginarlo una fotografia del 1873 che testimonia il trasporto del David questa volta dalla piazza della Signoria alla sua collocazione attuale, la Galleria dell’Accademia. Anche allora fu creata una complessa struttura lignea che ammortizzava i colpi del trasporto. Nel 1504 il trasporto del David, una distanza di quasi 600 metri, durò ben quattro giorni, dunque circa 150 metri al giorno, e coinvolse ben quaranta operai. In quei giorni mise a rischio il David una sassaiola: durante la notte del 15 maggio il David fu fatto segno di ripetuti lanci di sassi da parte di un gruppo di giovani filo medicei. L’episodio testimonia come la statua fosse percepita da subito come una dichiarazione politica e dunque fosse attaccata come un simbolo della Repubblica. Infine il 18 maggio il David arrivò sulla piazza.  Riportiamo le parole del diarista fiorentino Luca Landucci che scrisse:  “Il 14 Maggio 1504 trassi dall’Opera del Duomo il Gigante di marmo, uscì alle 24h e ruppono il muro sopra la porta, tanto che ne potesse uscire. Havea più di quaranta uomini a farlo andare e penossi sino al di’ 8 Giugno 1504 a posarlo in su la ringhiera”. Dunque solo l’8 di giugno il David fu issato sul piedistallo davanti al palazzo della Signoria dove è rimasto per più di 370 anni.

Il David in piazza Signoria

Fra il giugno e il settembre del 1504 Michelangelo lavorò agli ultimi dettagli e in quel lasso di tempo va collocato l’episodio raccontato dal Vasari che riguarda il Gonfaloniere Soderini. Questi appena il David fu collocato sul piedistallo espresse tutta la sua approvazione, notando però che solo il naso sembrava essere troppo grosso. Michelangelo allora salì sull’impalcatura con il suoi strumenti e della polvere di marmo nella mano. Facendo finta di toccare il naso Michelangelo lasciava cadere la polvere di marmo e, sceso che fu, ottenne da Piero Soderini il massimo apprezzamento per questa “miglioria”. Difficile dire se il Gonfaloniere sia stato davvero gabbato così, di sicuro si sa che il Soderini dispose per il pagamento di Michelangelo ben “scudi DCCC”. E di sicuro sappiamo che dietro all’impresa della collocazione del David in piazza Signoria c’è la mente di Niccolò Machiavelli, che lo vedeva come un potente simbolo di quella Repubblica che lui strenuamente difendeva con le sue parole e i suoi scritti. Proviamo così ad immaginare lo stupore, l’eccitazione, l’ammirazione quell’8 settembre 1504, giorno di festa religiosa, quando tutta la popolazione di Firenze si sarà di sicuro radunata sulla piazza della Signoria per ammirare il David “opera che ha tolto il grido a tutte le statue moderne ed antiche, o greche o latine che elle si fossero…”(Vasari Le Vite 1550, vol secondo, pag 887, Einaudi,1986). Oggi in David di Michelangelo è esposto nella sala della Tribuna della Galleria dell’Accademia. Dopo il suo spostamento nel 1873 a lungo la piazza rimase orfana del suo simbolo,  poi finalmente  fu commissionata una copia. Realizzata dallo scultore Luigi Arrighetti la copia fu collocata in piazza Signoria l’8 settembre 1910. L’8 di settembre ricorre dunque una doppia ricorrenza la collocazione dell’originale nel 1504 e della copia nel 1910. 

Caterina Barcucci

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